La calma inquieta

Cinque giorni dopo l’approvazione della riforma della legge elettorale All’Assemblea Nazionale (leggi articolo dedicato) in tutte le principali città del Senegal una strana e inquieta calma ha occupato tutti i luoghi dove si è infiammata la protesta dello scorso 19 aprile.

I principali leader dell’opposizione, trattenuti in stato di fermo nei vari commissariati di Dakar, sono stati rilasciati già il 20 aprile disinnescando di fatto la prosecuzione delle proteste più accese. Hanno suscitato qualche scalpore e preoccupazione le dichiarazioni di alcuni esponenti di Yen’a Marre che hanno vissuto in prima persona la detenzione temporanea in compagnia di giovani pestati e rinchiusi praticamente nudi nelle celle del commissariato di Gran Dakar.

I numeri, al solito, si gonfiano e sgonfiano in base all’appartenenza politica. Mentre l’opposizione parla di un manifestante morto, decine di arrestati sottoposti a torture e intimidazioni, il governo minimizza.

Dato che la riforma della legge elettorale è passata con larga maggioranza all’Assemblea Nazionale, l’opposizione ha deciso di cambiare l’oggetto delle proteste, organizzando una grande manifestazione di protesta per il prossimo venerdì 27 aprile per chiedere il rilascio di Khalifa Sall e Barthélémy Dias, (due leader politici dell’opposizione già reclusi in carcere per motivi diversi ripresi nella foto). Una scelta che indica due aspetti: da una parte il potere sempre più forte e invasivo del governo attuale, che con una maggioranza sempre più vasta all’Assemblea Nazionale controlla saldamente la gestione del paese, dall’altra la debolezza dell’opposizione parlamentare unita solo attorno ad alcune tematiche ma divisa all’interno per le diverse ambizioni in campo in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2019.

Sarà il prefetto di Dakar a decidere se concedere o meno l’autorizzazione della manifestazione indetta per il 27 aprile. A partire da lì si saprà se la calma inquieta di questi giorni proseguirà o se verrà rotta.

 

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